Via Guy Kawasaki’s Twitter feed, I just discovered an interesting video about “How visualization changes everything”. Among Alex Lundy’s slides there’s one on dataviz tools. I didn’t know most of them:
Here’s the video:
Via Guy Kawasaki’s Twitter feed, I just discovered an interesting video about “How visualization changes everything”. Among Alex Lundy’s slides there’s one on dataviz tools. I didn’t know most of them:
Here’s the video:
gmax challenged me to participate in this game. The rules:
And here some facts about me:
I don’t believe interrupting this kind of “memes” could cause damage, severe injury or death, therefore I won’t tag anyone specifically. Everyone among my followers in Twitter can consider himself tagged.
Causa peripezie varie della configurazione di questo spazio web, sono saltati i post automatici da del.icio.us.
Ora che ho un po’ di tempo per rivedere il materiale registrato su del.icio.us, però, segnalo a mano un paio di pezzi che a me son piaciuti molto:
$ history|awk '{a[$2]++} END{for(i in a){printf "%5d\t%s \n",a[i],i}}'|sort -rn|head
215 cd
121 ls
97 vim
41 grep
4 find
3 vimdiff
3 touch
2 tail
2 perl
2 less

In questi giorni sto usando parecchio Things, un’applicazione per Macintosh per il task management al momento in beta. Secondo me è molto indovinata, per un po’ di motivi:
Tra le cose che mi piacerebbero per le future versioni, la possibilità di organizzare i task gerarchicamente (cosa fattibile tutto sommato con i progetti, ma fatta questa considerazione sono al punto di prima, e sento il desiderio di organizzare gerarchicamente i progetti).
Non so se quest’anno riuscirò ad essere presente all’Italian Perl Workshop, ma sto lo stesso pensando a quale (o quali) potrebbe essere l’argomento di una mia eventuale presentazione. Ecco le idee avute finora, e che ho già sottoposto al vaglio della mailing list:
Ho pensato di provare Shoes, un toolkit per GUI scritto in Ruby da whytheluckystiff. Non che per le mie attività correnti ne abbia bisogno, ma la lettura del breve manuale è stata divertentissima, e per molti aspetti Shoes mi ricorda Hypercard, un programma che desideravo usare ai tempi in cui non avevo ancora un Macintosh.